lunedì 4 febbraio 2008

ALTER 82 PIOSSASCO – PELLEDOCA SAVIGLIANO: 62-57
Parziali: 24-15; 5-10; 15-11; 18-21

Pelledoca Savigliano: Garello 16, Tallone 10, Giorsino 8, Scotta 7, Testa 7, Cerutti 5, Sabena 2, Alasia 1, Missenti 1, Giacone 0.
All. Luigi Toselli – Enrico Botta


Alter 82 Piossasco: Montaruli 21, Moretti 13, Miglio 12, Ferro 7, Mason 3, Torta 3, Tersico 3, Brezigar 0, Lizzi 0, Monachino 0.
All. Carlo Zucca

….E venne il giorno che il Pelledoca crollò e tutto il mondo si mise a piangere, si mise le mani nei capelli e si disperò, perché mai più nulla sarebbe stato come prima. A causa delle proprie debolezze i ragazzi di Toselli hanno di nuovo perso, la città è contro di loro e il presidente sta cercando di regalarli ad altre suqadre. Ancora una volta la squadra esprime una pallacanestro drogata, non invidiabile, eroinomane, contro una formazione rispettabile, per carità, che ci ha messo anima e corpo per portare a casa l’incontro, anche perché da noi nessuno voleva metterselo in casa. Savigliano ha peccato di poca esperienza, poca grinta, poca voglia di vincere, poche palle e soprattutto poca red bull. Non essendoci DJ FIX MIX, la red bull non è state venduta e quindi non utilizzata. Partenza shock, come cinque giorni prima a Paesana. Piossasco fa quello che vuole, si gioca a basket, si gioca a calcetto, si mette musica, e savigliano non ha motivo di decidere. Non sappiamo il perché, ma vanno così le cose nel torinese e così, in attacco, in difesa, nei passaggi, i padroni di casa decidono tutto loro, anche il punteggio. Gli ospiti stanno a guardare per ben sei minuti, e prendono un parziale osceno (24-7), poi con fatica rientrano, e mezzi congelati iniziano a giochicchiare, ovvero a tirare come prima a passare come prima, a difendere come prima, ma almeno Piossasco non segna più. Dopo 10’ il punteggio è di 24-15, ma non c’è il gioco di un tempo, c’è il gioco che si vedeva ai tempi in cui biga e botta erano in campo, un gioco brutto e molto lento. Scotta non trova continuità e il nervosismo è troppo marcato. Savigliano trova alcune buone giocate, inizia a difendere con più voglia, e recupera punti ad un Piossasco che non vuole lasciare l’incontro a quattro pellegrini marchiati Pelledoca (Pelledoca, ti voglio tutto per me, ora e sempre,nei secoli dei secoli, perché non riesco a stare da solo quando penso al tuo rumore e al tuo calore, pelledoca sei il mio amore) A metà partita i padroni di casa conducono 29-25, e da qui si denota subito il tipo di pallacanestro che abbiamo potuto vedere, praticamente una traggedia greca. Piossasco vola di nuovo a +15, Toselli dà le dimissioni, ma arriva in fretta e furia un fax che dichiara che le dimissioni non vengono accettate, così continua, ma savigliano è allo sbando, il carcere sarebbe la miglior cura e la casa di cura sarebbe il miglior carcere. Sul 41-25, punteggio che fa capire la bellezza di questa traggedia greca, dove ogni morente è pelledochiano, i saviglianesi si svegliano di nuovo, anche Giorsino si sveglia, certo con qualche oretta di ritardo, e torna a giocare una pallacanestro più basket e meno danza ritmica. Tallone da tre punti trova una grande fiducia (2/2 nel frangente), comunemente detta culo, ma si sa che il capitano dalla lunga, da davanti, con l’inerzia che lo contraddistingue è davvero micidiale. Savigliano torna nuovamente in partita, ma manca sempre lo spunto per impattare. Buona la prova di Testa, il tredici ritrovato che stupisce anche il vecchio toni, proprio come ambrassa stupì anche d’antoni. Ritrova anche lo smalto per dare una impronta alla partita, peccato che sia di un colore fatiscente, e non piaccia a nessuno. Ultimo quarto concitato, dopo il 44-36 di fine terzo. Ma Savigliano non molla, e con la dovuta pazienza ed una difesa forte torna decisamente in partita. Questo forse è un male, perché sembra quasi che meritiamo la vittoria. Infatti sul pareggio di Scotta chiudiamo la nostra partita, e da lì commettiamo di nuovo errori pesanti, e piossasco trova la vittoria, facile facile, davanti ai resti di uan savigliano spossata per i bagordi di agosto 2007. Ora ci dobbiamo ritirare dal campionato, o dare una giravolta e tornare a giocare a pallacanestro come "San Toro" comanda, come i tifosi vogliono, come la società chiede, come gli avversari non vogliono. Giù il cappello e giù la maschera, voi siete la nostra scommessa!


Netu Carretu

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