lunedì 22 settembre 2008


PELLEDOCA SAVIGLIANO LE PAGELLE DI UNA STAGIONE DA INCORNICIARE!!!! A CURA DEL MITICO E INSOSTITUIBILE LIETO ZAGA!!!

Scotta: Voto 8. Quando ad agosto dello scorso anno l’entourage andava a suonare alla porta di casa Scotta, trovò il suddetto quasi nudo, con avvolto attorno al corpo solo un caldo telo di lino. Con lui, seduto sul divano, c’era il gatto, che abbracciava caldamente un fusto da 5 litri di birra bionda lager. Lui si aspettava che l’ASC sarebbe andata a bussare alla sua porta; noi avevamo avuto una soffiata dal faraone dell’egitto che conta meno di una volta, e proprio lui ci disse di andare quel giorno, perché lo avremmo visto così. Il gatto infatti lo voleva tutto per lui, e pensava che vedendolo in quello stato avremmo optato per rinnovare il contratto a Botta. Ma non fu così, perché il neo presidente, assaggiata la birra, capì che il vecchio Scott ne capiva di birra, e gli fece firmare immediatamente il contratto. Grande Scotti, fa la sua stagione ad alto livello, parte come ala, poi il coach lo fa passare guardia, infine lo mette addirittura playmaker. Peccato non sia riuscito a sostituire il buon gippo nel compito di pulisci pavimenti. Inizio di stagione esaltante, i compagni lo seguono quando dà consigli, corrono quando lo vedono con la palla in mano, perché i passaggi che fa lui non sono normali, hanno sempre quel pizzico di fantasia portami via! A causa della tendinite, o perlomeno lui la ha spacciata per tendinite acuta del sesto grado della scala saccarometrica, a metà della stagione inizia a faticare a presenziare a tutti gli allenamenti, ogni tanto non si fa vedere, dice anche che ha problemi di lavoro, ma il coach inizia a sospettare, ma quando capisce che lui è molto importante per l’economia della squadra, lo convoca lo stesso, e lascia a casa altri giocatori. A fine stagione dà il massimo per permettere al Pelledoca di salvare il culo ai play out, e gli riesce bene in gara due contro il Victoria, quando, con tre bombe dall’arco, chiude virtualmente la partita già nel primo quarto. Buona stagione la sua, ottimo l’impegno, la grinta, ma quell’amicizia con il gatto gli fa perdere dei punti. Per il prossimo anno stiamo preparando il contratto, sperando che non abbia ancora voglia di appendere le scarpe al chiodo. In ogni caso se smetterà di giocare gli butteremo giù la casa, e questo vorrà dire che non avrà nemmeno la possibilità di attaccarlo al muro quel benedetto chiodo! FANTASTIC MAN, ON THE SHIT OF IL CAIRO

Tallone: Voto 6. Che stagione, capitan Tallone. Il suo cammino parte male, quando alcuni giornali indicano Cerutti come capitano storico, sbagliando totalmente la figura del capo supremo dell’esercito biancorosso. Lui ci sta male, davvero male, tanto che a metà stagione si confida con la società, dicendo di voler smettere immediatamente, perché è l’unico modo per far sentire la sua voce. Vero è che i giornali si erano scusati, tutto era tornato alla normalità, e lui continuava a bombardare dalla sua mattonella. Stagione a soffio di un affannato tossico alcolizzato per il nostro capitano, nel senso che la scala di valori lo ha portato su, poi giù, poi di nuovo su…partita dopo partita. Ottime prestazioni contro Dogliani, sia all’andata che al ritorno, ottimo contro l’agnelli, contro il Kolbe…..grande Macho, con quella bomba dai 6,25, dritto davanti al canestro….bomba che per tutto l’anno il coach ha cercato di togliergli, facendo schemi che non dessero la possibilità a lui di essere lì, che lo facessero giocare sotto canestro….ma nulla, lui non eseguiva gli schemi e si metteva dall’arco, aspettando il suo momento, il secondo in cui si passava dall’insulto da parte dei compagni, all’insulto dello stesso nostro capitano ai suoi compagni. Che capitano! In alcune partite fatica, le ginocchia iniziano a pesare, il lavoro lo stanca tanto, sua moglie non parliamo….meno male che ogni tanto esce con la squadra a festeggiare le vittorie nelle partitelle dell’allenamento, o le vittorie in campionato. Quello che lo preoccupa maggiormente è il dover giocare con ragazzi che hanno 12-13 anni in meno di lui, che hanno l’agilità di gazzelle impazzite, e una voglia di imparare pari solo alla metà di quella che ne ha lui. Lo vedi negli allenamenti che ci mette tutto, anche i peli che ha sotto le ascelle sono dritti dalla grinta che lui ci mette. Farsi battere da un ragazzino?? Giammaiiiiiii!!!! E’ così lotta, e con i suoi amici del quartierino arriva ai play out carico al punto giusto per dare il suo apporto ad un finale di stagione più tortuoso del previsto. A fine campionato annuncia di voler fare ancora una stagione da protagonista, sua moglie gli consiglia di valutare il tutto, perché c’è da fare un figlio, da andare in america, da guidare il camion, da farle il regalo per il compleanno. Attendiamo il mese di settembre, quando si riapriranno le danze, per rivederlo sul parquet a faticare, sempre che la società non lo venda al team “Scania Forever”. CAPITANO DA MILLE E UNA NOTTE

Sabena: Voto 7. Tutte le volte che quest’anno il coach parlava con i suoi capi, esprimeva sempre parole di elogio per il nostro amato Sabo. In effetti i chupito come li fa lui, non li fa nessuno! E adesso che ha imparato a cucinare è diventato anche il cuoco della compagnia, così, quando la squadra andrà a fare il torneo delle nazioni a Riga (il presidente h proposto come sede la città di Riga perché è un posto dove tutte le teste matte vengono messe in riga), lui farà il cuoco-giocatore, e tutti saremo felici e contenti, e ci riempiremo le papille gustative di vodka allo stato puro. Cercando di ragionare, facciamo un sunto della stagione di Arvidas, ancora una volta protagonista in positivo di un campionato difficile. Lui si è sbattuto al massimo per dare il suo apporto sotto le plance. In effetti dopo pochi allenamenti i compagni hanno capito che non avrebbero avuto vita facile durante la stagione sotto i tabelloni. Lui, quando era in campo, si buttava su tutto quello che gli capitava nell’arco di due metri, che fosse il pallone come la testa dell’avversario. Talvolta si è buttato sulla testa dei compagni, che, intimoriti, non gli dicevano nulla. Quando era in panchina decideva con tono minaccioso chi avrebbe dovuto prendere i rimbalzi, e gridava il nome del compagno incaricato. Mittico!!! Ha fatto dell’esplosività il suo campionato, ha imparato a tirare meglio dalla media, a tirare meglio i liberi, a scaricare il pallone ai compagni liberi per un tiro dalla distanza. Ha imparato a farsi rispettare nello spogliatoio, a comandare sotto la doccia, a valutare bene se dar da bere ai giovanotti il sabato sera, almeno a quelli che avrebbero giocato il giorno dopo! Ma nulla ha potuto contro la propria consorte, che lo ha seguito in tutte le palestre della regione in cui ha giocato, e non tanto per veder giocare lui, quanto per vincere il primo premio del concorso più frizzante della storia del fan club della ASC Savigliano Basket (eravamo al primo anno di vita, pensate cosa succederà le prossime stagioni….). Così è stato, lei ha vinto, ma invece di portarci lui, in viaggio, ci ha portato Sandra, la moglie del capitano sommo pontefice, e una amica, Ely. Sabbo ci è stato male, ma non è mica lui che comanda in casa. UNA PINA E’ COLADA NEL MIO SEX, ERO ON THE BEACH, E MI SI E’ RIZZATO IL BELLINI

Garello: Voto 8,5. Quando i boss societari uscirono da casa di Scotta, in quel giorno di Agosto in cui lui si riempiva di nettare degli dei in compagnia del pulcinaro, chiamarono immediatamente i giornali. “Abbiamo comprato Scotta, abbiamo acquisito i diritti su di lui. Dai ragazzi che quest’anno è fatta, vendiamo Garello alla nuova squadra che stanno creando alla Cavallotta, in cambio di un appezzamento di due ettari dove coltiveremo menta per fare il mojito”. Ma il coach, il nuovo coach, non mandò giù quello che lesse sui giornali, e dall’alto della sua stazza disse chiaramente che se avessimo venduto Garello, lui avrebbe fatto ossa rotte in una notte. Così disse. Nessuno capì cosa voleva dire, tranne Botta, che il mattino dopo si svegliò comunque con le ossa rotte, anche se Garello non era ancora stato venduto. Per salvare la pelle, la società tenne Roby Ga, lo diede in comodato d’uso gratuito al coach, ed oggi siamo qui a parlare del giocatore con la valutazione più alta all’interno della rosa. Grande la sua stagione, SUPER, come direbbe il coach a muso duro! I punti nelle mani sono dalla sua parte, quel tiro che sbalordisce chiunque entra a ripetizione nella retìna. Ricordiamo bene la bomba che ha chiuso la partita al Kolbe, quella che ha chiuso nella stessa palestra la partita con l’agnelli, i missili di ogni partita che davano un senso alla rimonta, al sorpasso, al credere fermamente nella vittoria. In ultimo le fucilate contro il Victoria, che in gara uno hanno fatto sperare nella vittoria fino alla sirena finale (anche se quel fallo tecnico ancora oggi da pagare ha penalizzato la squadra), che in gara due hanno fatto danni in casa torinese dal primo minuto, e che in gara tre hanno chiuso definitivamente i giochi, dopo un match difficile da portare a casa. E poi ci sono i suoi giochi sotto canestro, le sue spallate per crearsi spazi per un tiro, la precisione dalla lunetta. In ultimo la figura da spogliatoio che si è creato quest’anno. Ogni giovane della squadra non entrava in campo prima di averlo salutato, prima di avergli baciato la mano e fatto un inchino. Per questo diamo ragione al coach, che lo ha voluto con sé, lo ha gestito al massimo, costruendo attorno a lui un gioco solido, sfruttando la sua precisione per farlo tirare il più possibile. Siamo contenti soprattutto perché quest’anno il Cavallotta ce lo pagherà il triplo di quello che ci aveva offerto dodici mesi fa, e oggi come oggi, per come vanno i tempi, meglio avere sei ettari di terra per coltivare la menta, proprio perché nei locali della zona non si beve altro che mojito! AHHHHHHH COME GIOCA GARELLO!

Alasia: Voto 7. Gatto, faraone, amico del diavolo, biondino, fico, splentito splendente…sono questi alcuni dei nomignoli che il nostro caro allix si è visto affibbiare nel corso della sua seconda stagione in serie D. Seconda stagione molto più avvincente della prima, perché ha giocato molto di più, ha giocato meglio, è stato più gatto con gli artigli, che gatto dalle fusa facili. Ma soprattutto, amici delle pagelle più belle delle stelle, il gatto ha fatto si che alle nostre partite ci fossero fiumi di fighe della savigliano da aperitivo all’evìta! Grande faraone!!! Il suo campionato è stato concentrato in un tipo di gioco: utilizzare il cervello al 100% e le gambe al 200%...si, magari il cervello era al 50% e le gambe al 100%...dai, non è vero che il cervello era al 10% e le gambe al 20%. In molte partite si è reso protagonista di innumerevoli pedalate sulla fascia, spinto in contropiede da compagni molto astuti, perché vederlo lontano 20 metri nel giro di un secondo non è normale, soprattutto perché si è rivelato anche un gran difensore, il classico rompi balle di provincia che si mette su di te, fenomeno del torinese, e ti fa il sedere a fettine. Ehhhhh, quell’allix lì si che era bello, quello che trovammo sul divano di scott il giorno che quest’ultimo firmò il contratto. Era nudo, solo con le calze, ed un bicchiere di bionda lager in mano, a cantare “su di noi, nemmeno una nuvola….”. Poi ha trovato il diavolo, e chi si è visto si è visto. Buono anche il suo rapporto con il coach, con il quale si è fatto molte serate in giro, cercando di capire cosa andava e cosa no nel suo gioco e nel suo look. Ha seguito i consigli, ma poi il suo istinto, e la sua voglia di ben figurare davanti a tutto quel ben di dio che tanto lo osannava dalle tribune, hanno scatenato in lui troppa foga nel cercare conclusioni affrettate, sbagliare semplici contropiedi e fare troppi falli dovuti all’isteria. Ma tutto sommato gatto matto ha lasciato un segno positivo sulla sua stagione, e noi oggi speriamo che lui intenda continuare il cammino con noi, che voglia rimanere nella rosa, o perlomeno buttare qualche migliaia di euro nel progetto che nel corso di 4 anni dovrebbe portare la società a acquistare una barca, una villa in Sardegna e dichiarare bancarotta, prima di fuggire tutti quanti in Madagascar. MIAO MIAO NELLA TERRA DI BAO BAO

Brero: Voto 6. Frazionata la stagione del buon vecchio brix, che a causa di due infortuni ha dovuto disertare un buon numero di allenamenti, faticando anche a trovare posto in rosa nelle ultime partite della stagione, compresi i play out. La sua voglia di basket la si è vista sin dall’inizio, quando si è visto compagno di area pitturate dei ragazzi più giovani di lui, oltre al capitano e al sabo nazionale. Non ha risparmiato a nessuno il suo gioco fisico, le sue cadute rocambolesche, i suoi gomiti alti, sempre alla ricerca di palloni vaganti da buttare nel cesto. Il coach se lo è preso a braccetto e lo ha allenato su movimenti da lungo, per creare spazio in mezzo all’area e per fare più casino possibile sotto i tabelloni. Lui si è impegnato, anche nell’essere sempre il primo a fare la doccia, a cambiarsi, a scappare dalla palestra. Una volta sola è uscito tra gli ultimi, ed è stato un fatto così particolare, che addirittura la statua di santorre di santarosa si è messa a lacrimare vodka e red bull. Pensate! Nella seconda parte del campionato, visto il suo utilizzo ridotto, ha deciso di iscriversi al campionato comunale di minimoto, a cavallermaggiore, che si è svolto ogni sabato pomeriggio nel parcheggio di biraghi. Non contento nemmeno di questa organizzazione (sembra a causa dei troppi gelati al fior di latte ingurgitati durante le sessioni di prova), ha provato a sfondare nel mondo delle bici, partecipando addirittura alla 24 ore di finale. Ma 24 ore in bicicletta non sono semplici, così a metà percorso si è buttato in spiaggia per un bagno tra le meduse, e non potete che immaginare come sia finita. Per questo siamo convinti che voglia fare ancora del basket il suo passatempo, e valuteremo con lui se la sua intenzione sarà proprio quella di seguire la ASC già dalla summer league di giugno, in quel del campetto. Adesso che si è dimostrato anche un difensore lodevole, ed un mastino sempre in prima fila, dovrà valutare le sue aspirazioni. Nel corso del viaggio di ritorno dalla festa di fine anno della pallacanestro, a colloquio con il presidente, ha posto delle clausole, cercando un accordo valido con la società, che sembra non sono state molto soddisfacenti. Si dice che Mr President si sia addormentato all’imbocco della tangenziale di Bra, sotto gli sfottò del vecchio gippo! MINI MOTARD A SETTE MARCE

Missenti: Voto 5,5. E’ finito un altro campionato per Misse, il ragazzo più fortunato del mondo, per via dei compagni che si ritrova, che lo hanno accolto a braccia aperte in campo, nello spogliatoio, nei bagni di alcuni risoranti della città, in attesa che si liberasse dei suoi pensieri. Coach Toselli lo studia sin da settembre, cerca di tirare fuori da questo giocatore ogni nota positiva, lo incita, lo riprende quando qualcosa non è fatto come gli dei del basket comandano, gli cheide gentilmente di non frequentare più mirko. Lui come sempre ci mette molta grinta, si fa consigliare molto dai compagni, cerca di prendersi il suo spazio. Come nella normalità, quando un giocatore ha poco spazio cerca di dimostrare tutto quello che ha al 110%, e può incappare in errori al tiro, in passaggi frenetici, in difese troppo aggressive e fallose o molli e poco reattive. Dave, quello della borgo marene da bomba blu non demorde, e giorno dopo giorno prova a scalare la classifica dei preferiti del coach, ma non sa che il coach è comandato dal presidente, che è a sua volta comandato dal capitano. Quindi, tirando le somme, se Misse non ha giocato quanto voleva, è colpa del capitano! In alcune partite butta dentro punti molto importanti, con la freddezza di un veterano, andando alla ricerca di ogni pallone utile da sparare nel cesto. In altre è troppo in ombra, servito poco dai compagni, e non riesce a dare il massimo. L’impegno e la voglia di ottenere risultati importanti sono il sale della pallacanestro, perché la voglia di divertirsi, ah, quella non gli manca. Salta l’ultimo mese della stagione per via di un braccio rotto in modi non ancora certi. Sembra che una ragazza lo abbia lasciato e lui dal nervoso ha tirato un pugno al muro; alcuni dicono che una ragazza ha scritto cattiverie su di lui su un muro e lui abbia dato un pugno a lei, o forse un muro gli è stato tirato addosso da una ragazza. Non si sa di preciso, ma ora sta bene, è di nuovo single, e vive in un cortile, dove i muri non ci sono! LO SMILZO DEL POPOLO DELLA NOTTE PIU’ VINTAGE DELLA PROVINCIA

Marano 5,5. Il saggio Mirko, amico-nemico di Misse, soprattutto quando c’è da decidere chi si conquista la pulzella che balla sul cubo, ha poco da esprimere a questo campionato. Purtroppo, alla 5° giornata di campionato il suo ginocchio decide di bloccarsi, e lo costringe ad un riposo forzato, con una operazione di mezzo, che dura fino a fine aprile. Ora Mirko è tornato a correre, a fare qualche partitella, e la prima cosa che dovrà fare è superare la paura di un nuovo infortunio. Nelle poche uscite che ci concede, il coach lo sfrutta da secondo play. Per lui è il primo anno in una squadra senior, e certo non è facile essere all’altezza di ragazzi già svezzati, di giocatori già abituati ad un certo tipo di cene di squadra, di serate a danzare e di macumbe negli spogliatoi. In campo è freddo, talvolta lento e impreciso. Ma quando si sblocca diventa un giocatore importante per la rosa, perché si butta in area con freddezza, dispensando passaggi biblici ai compagni e agli avversari. Anche lui bombarolo, se ha la palla dalla linea, la spara a canestro, ed è proprio un peccato che si sia fermato subito, perché un anno come questo sarebbe stato molto importante per lui. Passa la stagione a seguire la squadra, a pettinarsi in modo funky, prima di rasarsi nuovamente a zero i capelli, dopo aver capito che era di nuovo ora di calcare quel campo con tante linee e due canestri sui lati corti. LITTLE LOUI VEGA

Cerutti: Voto 6,5. Il piccolo play titolare del Pelledoca fa una stagione altalenante, non per quanto riguarda il gioco in campo, ma perché passa mezzi week end sulle altalene del Lago La Sirenetta, quando non pratica il dorso nel lago stesso. Un ottimo conduttore, come Gerry Scotti ai tempi d’oro, svalvola palloni ai compagni come se fossero noccioline, è attento alle situazioni, e per tutta la stagione deve comunque convivere con altri play che talvolta gli fottono il posto, forse perché sono più bravi a leccare il culo al coach di quanto non sappia farlo lui. Cerca poco il tiro, almeno in penetrazione; da fuori va a periodi, dalla lunga nemette due in una partita, poi nell’altra ne potrebbe sparare una decina, ma non entrerebbe nemmeno sotto tortura quel pallone della Molten. Nella seconda metà di stagione decide che per dare un tocco di classe al suo campionato, dedicherà un cuore alle sue tifose dopo ogni canestro segnato dall’arco dei 6,25. Ne mette 5-6 in quel periodo, il cuore non si vede mai, e la notizia esce sui giornali e sul blog, facendo cadere l’indice di gradimento del cerru. Quando può si assenta per qualche viaggetto in giro per l’europa, ma la sua voglia di giocare a basket è forte, molto forte, e l’impegno che ci mette supera di gran lunga quello di gippo nel fare lo scout. Ma il prossimo anno sarà un senior, quindi non ci servirà più per la conta dei giovani convocati, e potrebbe giocare anche una o due partite in tutta la stagione, e quindi toccherà a lui rimarcare la sua importanza sul parquet, far vedere all’allenatore quanto può spingere e volteggiare uno che si beve allmeno una bottiglia di vodka ogni venerdì sera! KEGLEVIC, IL CERUTTI CHE VOLEVIC!!
Testa: Voto 5,5. Poche partite per il lupo, che arriva in D a metà stagione, gioca dieci partite, e se ne va, convinto di dover giocare molto di più di quello che il coach gli concede. La squadra non era d’accordo, perché in dieci partite solo una volta è riuscito a lanciare la palla ai cento all’ora contro il tabellone per un passaggio, noi speravamo lo facesse di più, anche il coach, che pertanto lo relega in panca. Nel poco spazio comunque fa il suo, è aggressivo, difende e attacca con la solita verve, gioca buoni palloni e li scarica ai compagni. Nello spogliatoio tutti sono con lui, lo esaltano, lo prendono in braccio, lo buttano sotto la doccia per festeggiarlo, ma dopo dieci domeniche lui abbandona, lascia il posto ad altri, non reagisce, e prende il borsone e scappa via, verso lidi nascosti, verso la gloria e la bontà, per una birra in compagnia. LUPO, LUPO, LUPO, LUPO!!!!!

Mussetti: Voto 6,5. Segni particolari: biondo, alto 1,83 circa, almeno penso, rilassato, calzettoni lunghi, faccia d’angelo. Prima stagione per mux in serie D, molto spesso da play, alcune volte da guardia, per un ragazzo che non si scompone mai, che gioca con la freddezza di un orso polare al polo, che tira missili da 7 metri e la butta dentro, per la gioia della curva saviglianese. Il suo campionato va tra alti e bassi per un gioco brilante, genuino e piccante, ma a tratti lento e contorto. Deve migliorare la difesa, troppo blanda e molle sulle gambe, deve essere più concreto in attacco, più sicuro e determinato, deve ascoltare di più i vecchi del gruppo, così almeno quest’anno avrà un po’ più di spazio. A parte le castronerie, la sua voglia di pallacanestro è tale da gasarlo al massimo per la prossima stagione, dovrà impegnarsi e diventare uomo di punta delle brigate biancozzozze, macinare kilometri, portare le paste e riempirsi di bionda doppio malto, per la gioia della società!!! FULMINEX

Fissore: Voto 7,5. Un uragano. Un uraganoooooooo…..gridavano i difensori avversari ad ogni incursione del DJ in area per andare al tiro. In effetti parte dalla panchina a inizio campionato, surclassato dallo strapotere dei lunghi più vecchi, che a tavola dominano, nello spogliatoio dominano, in macchina dominano, e quindi giocano loro. Ma piano piano il buon Fix si guadagna il suo spazio, ci mette anima e corpo allenamento dopo allenamento, serata dopo serata, piatto dopo piatto, e diventa uno dei lunghi meno lunghi ma più lunghi della nostra beneamata. A rimbalzo parte da dietro e si lancia a capofitto su ogni pallone, è agile, le gambe vanno a manetta nell’area pitturata, e ogni tanto il palazzo si scalda così tanto che non si sente più nulla, ma solo il sound dei suoi sabati sera nelle discoteche più vintage della zona. DJ, lui, il suo vero nome, è DJ FIX, il re della mix for the five and the six….lui, il trascinatore della movida cuneese, che passa dalle feste infradito alle feste del partito democratico, come un politico qualunque, ma che la domenica pomeriggio si mette i pantaloncini e la canotta, e quando entra sul parquet, non conosce altra parola che il jump, play and go DJ go!!! HEAVY HIP HOP

Giorsino: Voto 6,5. The Giors, il suo vero nome. Un po’ per ricordare The Goat, il mito, il migliore di sempre, quello che volava sopra il tabellone, non sopra il ferro, a raccogliere le monetine. Giors vive la sua prima stagione in Serie D con un certo timore, perché non si sa mai cosa possa succedere nello spogliatoio. Tra capelli rasati e ciabattate, frustate, petardi, bicchieri spaccati, dopo un po’ i senior possono anche arrabbiarsi. In fondo in palestra ci si va per allenarsi. Lui lo capisce subito, tant’è che dopo due mesi sparisce di improvviso il suo primo soprannome: offendino!! Non si offende più, non sbuffa, non si incazza, ma ogni cosa che nella squadra gli viene detta lui la fa sua per migliorare, gioca con i lunghi come un veterano, si fa spingere e spinge, prende botta e le restituisce, non salta una cena, un aperitivo, lo spogliatoio è quasi casa sua. In campo deve ancora farsi, in partita alterna ottime giocate a errori imperdonabili, butta dentro canestri quasi impossibili, per poi sbagliare da sotto appoggiando al tabellone. In difesa arranca soprattutto ad inizio campionato, ma con il tempo coach Toselli, che per anni ha giocato da lungo e quindi non è un baluba qualunque, gli insegna i movimenti, gli insegna a chiudere gli spazi, a ruttare in faccia agli altri per disorientarli, e lui migliora, migliora e migliora, fino a quando all’Abet Bra rende propria una vittoria storica, difficile quanto bella, di squadra quanto di giors. Si perde nei play out, dove trova poco spazio e poca convinzione, ma il prossimo campionato sarà sempre più per lui un viatico per diventare un ottimo giocatore, un ottimo festaiolo, gli servirà a conoscere meglio la cucina piemontese e i movimenti da post in campo e fuori!! BISONTINO

Masento: Voto 6. Poche poche le partite di Max Masento in Serie D, dove ha dimostrato di avere il suo futuro davanti, e se lo vorrà veramente, potrà diventare un ottimo giocatore, e se lo vorrà veramente, potrà continuare a vivere di pallacanestro, e se lo vorrà veramente, potrà tagliarsi i capelli a zero. Coach Toselli se lo porta in D dall’Under 19, lui con impegno e voglia di basket, cerca di mettere in difficoltà i senior del gruppo, con la velocità che lo contraddistingue e la freddezza di un veterano. Ma dopo aver saltato alcune sedute di allenamento, per lui si chiudono le porte del campo, anche se nella sua squadra giovanile è senza dubbio uno dei leader. A fine stagione Gigi Toselli parlerà di max come un ottimo giovane, pieno di grinta, sicuramente futuribile. Vendiamolo subito allora!! Cribbio!!! NON VEDO MA…SENTO

Giacone: Voto 6. Mister Giacco è uno di quei giovanotti di belle speranze che coach Toselli porta con sé in Serie D, a macinare pallacanestro e scherzi sotto la doccia. Parte in sordina, la prima fase della stagione non lo vede troppo protagonista, di spazio ne vede poco. Le convocazioni arrivano verso la fine del 2007, l’allenatore gli dà spazio in campo e lui dimostra di saperci fare, proprio come con le ragazze al sabato sera. Senza paura affronta avversari di qualsiasi tipo e compagni di squadra di tipo ancora diverso, tant’è che si presenta al ritiro dell’Epifania caldo per migliorare giorno dopo giorno il suo rapporto con il gruppo. Infatti inizia ad avere più spazio in squadra, la serie D inizia a perdere partite su partite, ma a dirla tutta non ce la sentiamo di dare le colpe solo a lui. Con l’allenamento migliora la sua grinta, il suo gioco, e anche lui se ne rende conto, tanto da andare da gippo e dirgli che può giocare e farsi lo scout da solo, non ha bisogno di avere la balia. Apriti cielo! Gippo va su tutte le furie, si appella al sindacato degli scoutisti, peerde in cassazione e adesso deve pagare una bella somma a giancan! Ma si sa, tra amici cosa non si fa!!!!! SPIDER BOY

Bertello: Voto 6. Eccolo qui uno dei tanti ragazzi che vengono buttati nella mischia per farli migliorare, per far conoscere loro uno spogliatoio di un certo peso, di una certa importanza, dove le prove da superare sono più di quelle che un normale essere abitante su Marte potrebbe pensare. Simo si ricava i suoi minuti, sa che i play a disposizione di Gigione sono molti, tutti di buon valore, ma lui si allena tutto l’anno con i suoi amici della under 19, mettendo la sua presenza anche in serie D, alla ricerca di un posto da titolare a cui si vede che ci tiene. Migliora dopo ogni allenamento, l’impegno che butta in campo lo premia, perché gil viene concesso un buono spazio per dimostrare quanto vale. Senza paura gioca a modo suo, corre, dispensa passaggi e penetrazioni, tiri dalla media. E quando può di dimostra vincitore tra una combriccola di malati di divertimento, che fanno di tutto per coinvolgerlo in quello che si crea spudoratamente a livello di un casino mistico di ttuto rispetto. Cosa vuol dire?? Chi lo sa, l’importante è proprio il divertirsi!!!! SALI, SALI, NON TI AMMALI!!

toselli: il voto del vice elevato10. A giugno 2007, il nuovo presidente della società, si ritrova per caso ad una cena con Gigi Toselli, per organizzare una festa sul lago maggiore, dedicata alla chiusura dei negozi di anti tarme in svizzera ed alla riduzione dei bar particolari di Lugano. Era quasi tutto definito, quando si è venuto a sapere che il lago maggiore era già occupato da una gara di lancio delle pietre per vedere chi faceva fare più salti alle pietre stesse. Nulla da fare, tant’è che i due hanno pensato che potevano collaborare in altro modo. E così, dopo lunghi discorsi, al presidente è venuto in mente che gigi avrebbe potuto allenare gippo a diventare lanciatore di pietre nel lago maggiore. Ma nulla, gigi non volle saperne. Così il presidente decise che gigi avrebbe potuto allenare gippo a fare il vice allenatore nella sua nuova squadra di Serie D. Si, la D era già stata decisa, mancava solo il tassello del vice allenatore, e non sapendo proprio chi mettere, decidemmo per il vecchio saggio gippo. Così parte l’avventura di gigione alla ASC, una stagione esaltante, con tanti giovani nuovi, tanti senior vecchi, ma molta voglia di basket. Lui insegna molte cose ai giocatori, c’è affiatamento, c’è gruppo, e questo è anche grazie a lui. Si interessa molto i pallacanestro, compra DVD (almeno così ci fa credere), compra giornali (almeno così ci fa credere), si inventa schemi, giochi, instaura un buon rapporto con i giocatori, soprattutto con i giovani, che vanno spronati, invogliati….”e studia che poi ti bocciano, e non dire a macho che è un vecchietto indifeso, guarda che ga ha sentito che gli hai detto che è lento come una lumaca, no il gatto le sue fighette se le tiene per se…”. Porta la squadra alle porte dei play off, ma quando suona nessuno gli apre, e così deve tornare indietro ai play out, dove si salva al primo turno con un po’ di sofferenze imprevista, ma il basket si sa, è bello perché strano e avvincente, può rivelare soprese, emozioni positive e negative, può farti riscoprire vecchi amici. Rinnovato a fatica il contratto, per via del presidente che era pressato da mesi da Botta che richiedeva la panchina tutta per se, Toselli correrà ancora con i biancorossi la prossima stagione, alla ricerca di play off, divertimento, cene, spogliatoio, aperitivi, birra, donne, soldi e macchine veloci. Tutto il resto è una sana abitudine! COACH CARTER

Botta: Voto 10elevato10. Vi confido un segreto. E’ l’ultima pagella che scrivo, perché i miei genitori, all’età di 18 anni, mi hanno insegnato che nella vita si fa prima il dovere e poi il piacere. Dopo lunghe ed estenuanti pagelle, mi tocca proprio questa, e per Gippo il voto 10 elevato 10 non basterebbe, ma non ce la siamo sentita di dare lui un voto troppo alto, perché poi arrivasse in palestra convinto di essere l’unico indispensabile. Vive la sua stagione da aiuto allenatore, dà una grossa mano a gigi agli allenamenti, e in partita fa lo scout, cosa che non interessa forse a nessuno, se non al direttore della gazzetta dello sport di via sanità, quando deve pubblicare gli articoli delle partite del Pelledoca. Usa sempre due o tre colori, per distinguere un po’ tutte le cose, sbraita in panchina contro tutti, litiga con gli arbitri, con i suoi giocatori, con i suoi allenatori, con gli altri allenatori, con i giocatori avversari, con gli ufficiali di campo, con il pubblico, con i canestri, con il custode, e non gli basta mai. Vuole di più. Per suo volere salta alcune cene in stagione, lo spogliatoio lo critica per questo, ma lui non si degna di uno sguardo, pensa solo al basket, alla squadra, decide che è giusto insegnare il suo repertorio ai giovani, e così fa vedere a tutti le sue bombe da sette metri in parabola paurosamente parabolica. Indiscusso capo del pulmino saviglianese, lo cura con determinazione, lo lava, lo tratta con uno di famiglia, è rigoroso, non vuole la radio troppo alta e soprattutto niente alcoolici nell’ultima fila, dove si sedevano sempre i peggiori dei gruppo, quelli più estremisti. Nuova stagione, vecchio saggio gippo, che rimarrà vice allenatore di Toselli, ma anche allenatore di una squadra di ragazzi più giovani, perché, sponsorizzato dal presidente, è giusto che si faccia la sua esperienza per diventare un giorno un ottimo allenatore, a meno che non decida di seguire il corso “taglia legna, passione vera”, e diventare un boscaiolo a tutti lgi effetti, trasferirsi in alta val badia, sposarsi con una bionda montanara austriaca, darsi alla birra ed alla grappa, votare per il rutto libero a fine pasti, imparare canzoni tirolesi, e mettersi a ballare la mazurca. Ad ognuno il suo destino, lo abbiamo detto più volte, e sarà lui a decidere il suo….se non saprà cosa decidere, lo faremo noi per lui, e partiremo per l’austria! ONE GIPPO IS TOO MUCH

Poccardi: Voto 11. Stagione dopo stagione passano un po’ tutte le facce che prima arrivano, rimangono, e poi per qualsiasi motivo vanno via. Ma lui è sempre qui, il buon Piero è uno dei pochi che non cede mai il passo, che ogni domenica che si gioca in casa si presenta tra i primi e va via tra gli ultimi, che ogni domenica arriva con la classifica aggiornata, l’elenco di tutti igiocatori della squadra avversaria, con tanto di punti individuali, medie statistiche, e chi più ne ha più ne metta. Per di più come se non bastasse, durante tutto l’anno conserva gelosamente gli articoli di ogni partita, le classifiche giornata dopo giornata, ritaglia dai giornali ogni piccolo riquadro che riguardi la serie D ed in particolare la ASC. Ovvio, una copia viene sempre fatta e consegnata all’entourage. E ancora una volta, chiude la stagione con le lacrime che fanno capire quanto ci tenga a questo progetto, a questa squadra ed alla pallacanestro. Quindi sappiamo che il prossimo anno alcune cose cambieranno, magari qualche giocatore, magari le divise, ma lui ci sarà ancora, come sempre, ripetutamente! SUUUUUUPER STAR!!!

Testa di Cane: Voto -1. Per la prima volta in questa stagione si parla di Testa di Cane, ovvero colui che ha inventato il blog, che ha collaborato tutta la stagione con i supporters che hanno lasciato migliaia di messaggi al giorno ai giocatori del Pelledoca. Vorrei solo citare un messaggio inviato da un tifoso, alla fine del girone di andata, quando la squadra era ben piazzata in classifica, prima di rovinarsi nel ritiro dell’epifania: “Carissimo Testa di Cane, sono un accanito appassionato del vostro fan club, vi seguo sempre e vorrei approfittare per mandare i saluti a tutti quelli che mi conoscono, in particolare a Maria Catlina, che so che mi vuole bene. Vorrei solo scrivere due righe sulla squadra, perché ci tengo chè sappiano quanto io tengo a loro stessi. Mi piacciono, giocano bene, e sono anche molto belli. Sarebbe impossibile avere un loro autografo su una maglietta, così da poter andare in giro per la mia città natale a far vedere a tutti che sono un ragazzo fortunato? Con questo ti saluto, e ti prego, testa di cane, rimani sempre così, perché altrimenti non mi diverto più, e saluta la squadra del mio cuore, con tanto amore e tanto fragore! Gus”. A questo messaggio il buon testa di cane rispose a modo suo: “Ahoooo, a giallozzozzo, ma che te stai a ddì? Ma chi te credi d’esse….”. Rozzo, sempre rozzo, tutta la stagione. Ha saltato quasi tutte le cene della squadra, ha saltato il ritiro, ha saltato l’aperitivo e le cene di fine stagione, salta la costinata organizzata in suo onore, e per di più non si è visto nemmeno una partita dei play out. E’ un peccato che il presidente del fan club si sia dimenticato di noi proprio nel momento più buio, anche perché le sue attenzioni erano rivolte ad installare varie telecamere in casa sua, per via di alcune serate segrete di personaggi conosciuti, che con la scusa di coccolare la tartaruga, maneggiavano faccende. A testa di cane va il nostro grazie per essere stato il primo presidente del fan club della ASC Savigliano basket, ed è un peccato che ci lasci così, senza che gli venga rinnovato il contratto!!! UOMO DELLA SUD

Pubblico: Voto 10. La ASC ha una fortuna sfacciata: i propri tifosi! Come si potrebbe vivere senza di loro? Non si potrebbero prendere multe dalla federazione per atteggiamenti irriguardosi per esempio!! Ok, a parte le baggianate di contorno, anche quest’anno il nostro caro pubblico si è dimostrato molto affettuoso, ha sostenuto la squadra nei momenti più belli, quando sono arrivate vittorie forse insperate contro formazioni di alto livello (tra cui la grande vittoria contro il Michelin che è poi stata promossa in C2), e nei momenti più cupi, a causa di sconfitte orrende e contro natura. Genitori, amici, amiche, fidanzate, mogli, amanti, nemici, conoscenti, simpatizzanti, play mate con la faccia del gatto sulla maglietta…questi i nostri grandi supporters che sono stati lì sulle tribune sia in casa che in trasferta, per sfociare nel calderone dell’ultima partita dei play out, con tanto di bandiere, di rumorosi tubi di plastica e cori organizzati. Ci sono state persone che hanno pianto alla fine del campionato, e che si chiedevano che cosa avrebbero fatto dalla domenica successiva, visto che non c’era più da andare in tribuna a canticchiare allegramente “Un presidente, c’è solo un presidente….”, ci sono stati i tifosi in ansia da bollino, tifosi che hanno apprezzato l’idea del calendario de “I carcerati del basket”, una iniziativa benefica fortunatamente andata a buon fine! Quindi, cari tifosi, tenetevi pronti, che sta per cominciare di nuovo. Nel frattempo potete andare al mare, in montagna, a passeggiare nelle campagne, a fare gare di chupito, alle feste della birra che si svolgeranno in zona durante l’estate, a Lourdes a pregare perché il prossimo anno si possa salire in C2, alle feste Infradito. Nel frattempo le play mate potranno andare a casa del gatto a provare le nuove coreografie per i balletti da fare il prossimo anno, perché è lui che decide quali saranno! SEEEEEEEEENSAZIONALI!!! SEEEEEEEE……SEEEEEEEE……ADAVADAI!

Medici: Voto 9,5. Ancora una volta grande presenza dei medici alle partite della ASC. Certo sono stati nostri “ospiti” per obbligo, perché senza di loro ogni volta le multe lievitavano, un po’ come Abatantuono in “Grand Hotel Excelsior”! Ma siamo sicuri che sono venuti ad ogni partita con piacere, si sono divertiti, si sono anche emozionati con noi per le vittorie e le sconfitte, hanno cercato di conoscere la pallacanestro, hanno tifato, e soprattutto sono sempre stati molto disponibili. A loro va il ringraziamento di tutta la società, di tutti i giocatori, con la speranza che il prossimo anno vorranno di nuovo aiutarci, sopportare le nostre richieste di presenza per la domenica, divertirsi con noi e tricheballacche! RED CROSS PLEASE HELP US

Presidente: Voto 10 frustate. Quando, nel lontano giugno 2007, il signor Netu decise di appendere le scarpette al chiodo della sua cantina di fiducia, lo fece con le lacrime agli occhi, sapendo a cosa andava incontro, sapendo che senza di lui questa squadra avrebbe potuto raggiungere risultati epici. Allora mise da parte le sue ambizioni di arrivare un giorno in serie A, e decise di metterci anima e corpo da dietro una scrivania. Ovvio, una scrivania che diventò presto un banco di scuola, con una poltrona che non era in pelle umana, ma bensì uno sgabello con tre gambe sole. Molte le cose fatte durante tutto l’anno, tra le quali un fan club pilotato mostruosamente dal suo collega, nonché braccio destro Testa di Cane, un ritiro all’epifania che ha completamente rovinato l’assetto intestinale della squadra e quindi il proseguio del campionato per il mese di gennaio, una festa all’Evita dove non si è quasi riuscito a mangiare nulla per via dell’orario di arrivo, per festeggiare i play out che amaramente sono tornati a far visita alla nostra beneamata. Per questo motivo il suo voto è fatto di dieci frustate, che gli verranno date prima di pronunciarsi per la stagione che verrà, lo facciamo per lui, perché magari dopo potrebbero essere di più. Da quello che possiamo sapere tramite suoi amici intimi, ha deciso di fare il presidente solo per farsi chiamare “Pres” dai giocatori, perché considera questo titolo come molto importante e in grado di affascinare le donne di passaggio. “Ma ti ha chiamato Pres quel ragazzo, perché?”. “Perché sono il suo Presidente, è chiaro, lo comando io, e fa tutto quello che voglio!”. “Ah, ma allora sei importante, ti andrebbe di conoscerci meglio?”. SOTTOPOSTO AD ESAME DEL CERVELLO

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