mercoledì 23 aprile 2008

PELLEDOCA SAVIGLIANO – BASKET CARMAGNOLA: 68-60
Le Pagelle del Pelledoca
A cura di Lieto Zaga

Scotta 7: In effetti qualcuno lo aveva visto un po’ diverso dal solito, più rilassato, con gli occhi a metà strada tra l’apertura e la chiusura. Ma chissà, magari era un po’ influenzato. Inizia in panchina, la tendinite lo attanaglia. Quando entra la sua verve è quella di sempre. Grida, crea spazio, fa girare la palla con leggiadrìa e spirito di gruppo. Il coach gli dà spazio limitato in vista dei play out, lui si arrabbia e gli fa vedere un tatuaggio fatto la sera prima, con scritto TUBE. In panchina dice solo OK, YES OF COURSE, I’M SCOTT…non si capisce. Rientra in campo e fa il suo dovere di gran giocatore. In attacco segna da fuori, e quando finta il tiro si butta dentro e arriva fino al canestro, con la grazia di un angelo e le movenze di carla fracci. Spinto dai tifosi e dai compagni svela il fatto di aver dormito poco la sera prima, ma per una causa più che giusta. Ora tocca giocarsi i play out con la voglia di chiudere in due partite la stagione, e pensare che il prossimo anno è un’altra storia. Non deve finire la storia, può al massimo migliorare! AEREO

Garello 8: Dopo una serata molto romana, Ga parte con due missili che non centrano l’obiettivo, sbaglia alcuni passaggi che di solito non sbaglia, e ci viene da pensare che la cena al freddo gli abbia fatto prendere una congestione. Ma non è così, perché in pochi minuti si sblocca e torna a macinare punti e bel gioco. Da fuori ne mette tante, quando si butta in area è difficile fermarlo,si aiuta con il corpo e con la mente. In difesa gioca da duro, le gambe sono reattive, e la voglia di vincere gli dà quel qualcosa in più per dominare il terzo quarto, andare dal coach a dirgli che lui può festeggiare fin quando vuole, ma quando è in campo non rutta mai! Ogni tanto se la prende con i compagni che commettono errori madornali: Giors, ce la fai a segnare un canestro da sotto? Non è difficile!! Mux, ti va di penetrare una volta e scaricarmela per un tiro? Si chiama giocare a basket!! Alla festa post partita è felice perché è un po’ come tornar a casa, in una notte di rugiada, coca cola e pina colada! ROMOLETTO

Sabena 8: Il nostro arvidas si presenta alla partita in piena forma, riposato e rilassato. In campo è il solito macigno, che talvolta fatica a buttare la palla nel cesto, ben difeso dagli avversari, e talvolta troppo testardo. In difesa non teme nessuno, salta a rimbalzo con una grinta inaudita, e tante volte la palla è sua, anche se commette troppi falli che ne limitano il minutaggio. I suoi compagni gli passano molti palloni, lui la rigioca per le guardie che bruciano la retìna. Innervosito dai grigi, in panchina è incazzato come una bestia, il coach cerca di tenerlo calmo, gli dà dei sedativi, ma lui ha i denti come dracula e una voglia matta di tornare in campo. Nell’ultimo quarto mette a referto punti fondamentali per la vittoria, tra cui una gran palla recuperata e contropiede in appoggio. Quello è il canestro che chiude definitivamente la partita e dà la vittoria al Pelledoca. Sabo è stato uno degli artefici in tutta la stagione. Ora per i play out ci si aspetta da lui tutto quello che può dare, altrimenti, andremo a mangiare a Venasca e faremo la parte della tavolata più rompi balle della storia! FRISCU

Alasia 6,5: gatto matto affronta l’ultima partita di stagione regolare dopo aver disertato la cena del sabato con la dirigenza. Infatti gioca meno del previsto, ma non solo per quel motivo. Parte maluccio, corre molto, ma in attacco è impreciso, non riesce a chiudere buoni contropiedi e si perde il pallone malamente. Troppo falloso, la curva femminile sugli spalti si spazientisce, lo vede fuori condizione e se ne va a vedere le finali del torneo di briscola in un bar del quartiere. Lui si incazza, mette fuori gli artigli e con Scotta colleziona buoni punti in penetrazione, si rimette sotto e dà un senso alla sua partita. Al momento di rientrare in campo con quattro falli, l’ufficiale di campo glielo ricorda, lui ringrazia, entra, e fa il quinto fallo in meno di cinque secondi. Fantastico, esce dal campo sconsolato, ma poi alla festa post partita è di nuovo lui, mangia, beve, balla e promette una presentazione per la settimana successiva. Ehy amico, attenzione ai tuoi compagni!! GATTO EGIZIANO

Brero 6: Brix torna in campo dopo una sosta per affrontare la tappa di Suniglia del campionato di mini moto, che lo ha visto protagonista giorno e notte, vita natural durante. Ma sa che il basket è sempre la sua passione, e ogni volta che assaggia il campo diventa un leone indomabile, che nasconde la paura nei cesti dei palloni. Buona prova a rimbalzo, anche se volano troppo i gomiti in alcune occasioni, il buon paolone si lascia prendere dall’agonismo e miete terrore sotto le plance. In attacco sfrutta bene la posizione sotto canestro, anche se fatica a buttare la pausa nel cesto, per via delle finte che a tratti ingannano anche lui. Grande presenza all’aperitivo di chiusura campionato, si trova a suo agio a ballare in pista la house del momento. Ma è solo un piccolo momento, perché ora tocca pensare a salvarsi, e lui sa che può essere determinante per il nostro contingente biancorosso! ROUGE NOIR

Cerutti 6: il piccolo play del “Pelledoca Magna e Bevi che campi cent’anni”, torna titolare dopo i fantastici allenamenti della settimana precedente al match, e lo fa con il suo solito sauar fer, condito da buon gioco e tanta voglia di basket. Vero è che ancora una volta il cuore non lo si vede dagli spalti, ma lui in cuor suo lo espone a livelli massimi. In attacco non forza situazioni difficili, è sempre pronto a servire i compagni che aspettano i suoi palloni, ma quando trova spazio prova a buttare dentro il cesto palloni che si rivelano fondamentali per l’esito del match. Sostituito dal coach, tira un calcio a una bottiglietta d’acqua imitando Vieirà, sostenendo di non aver bisogno di una giacca per entrare nel limbo dei barotti. Purtroppo si sbaglia, e per colpa della voglia e del match clou di serie A abbandona la flotta sul più bello, quando chiunque si aggira lì attorno, può essere parte dello spogliatoio. BELLINZONA

Missenti "0,33 periodico": Partiamo dalla sera prima. Tempo fa il nostro caro Lieto esprimeva parole veritiere: Dave, il giullare della Via Dante Livio Bianco da Garnero, avrebbe fatto meglio a trovarsi una nuova compagnia, e invece ha deciso di rimanere fedele al buon vecchio Mirko, e tutto è andato a scatafascio. A parte le simpatie dell’1,19 del mattino (ora in cui la sua pagella viene battuta a macchina), il Misse nazionale va in panchina per onor di firma, per via di un braccio ingessato, e si gode la partita con i compagni, incitando i suoi e sventolando il bandierone biancorosso, in vista del primo turno dei play out, che purtroppo non lo vedrà protagonista. Non manca alla festa post partita, e la sua presenza si fa sentire eccome, tanto che Patron Netu e la sua luce se lo caricano in spalle e lo portano fino a casa, inneggiando con gran gioia alla nostra amata bomba blu. UBER HALLE

Giorsino 6: Arriva alla sua ultima partita della stagione regolare pieno di tensione, perché in tribuna c’è quasi tutta la sua famiglia, e lui, negli spogliatoi si mette quasi a piangere con Sabo, chiedendogli per cortesia, di lasciargli qualche rimbalzo per fare una bella figura. Figuriamoci, Sabbu non gli lascia un rimbalzo che sia uno, e tutte le volte che accalappia il pallone, lo guarda e gli dice “lo volevi tu apple?”. Lui comunque ci mette tutta la voglia che ha in corpo per dimostrare che il suo futuro è ancora da scrivere, che il suo destino lo segnerà con la sua stessa mano, e prova in ogni modo a dominare sotto le plance, con buone giocate, che si concretizzano comunque meno di altre uscite. Indi per cui, ecco perché, tutti insieme abbiamo deciso a gran voce, che questa, solo questa, è per lui la partita che lo consacra a tutti gli effetti MELA MARCIA DELLA SEEEEEEETTTTIMANAAAAAAAA!!!! Questo vuol dire che per i prossimo giorni lo chiameremo offendino e preziosino, piagnolino e secondino, e quando lo vedremo ci toccheremo, prima di attendere il suo ritorno nel primo turno della fase finale, dove lo vogliamo vedere nuovamente ai suoi livelli di padrone! ASSUEFATTINO

Mussetti 7: quando butta la prima bomba nel canestro in tribuna scoppia il boato! E’ un momento difficile, in cui il Pelledoca non riesce a trovare gioco e canestri. Lui sblocca la situazione con la solita freddezza che lo caratterizza. Buone giocate da play, legge bene le situazioni in campo e trova spesso i compagni per delle conclusioni che sono salutari per tutti. In difesa ogni tanto vacilla sul primo passo del suo avversario, ma con le giuste cure il coach lo rende più efficace, e lo porta ad essere un valido quinto del quintetto, prima di toglierlo dal campo per comunicargli che per via del suo rifiuto a partecipare alla festa della sera stessa, i suoi compagni hanno firmato una petizione contro di lui, che recita quanto segue:”a motivo del fatto che il nostro mux non sarà presente alla baldoria organizzata da sua santità, richiediamo a gran voce che il suddetto non partecipi a alcuni minuti della partita in corso, in segno quindi di protesta contro la sua poca frequenza a eventi di così cospicua caratura. Questo è tutto, chi comanda siamo noi!”. Nulla da eccepire, ma in campo fa la sua parte, come sempre, rigorosamente, in rima, il suo è funky sinfonico, oggi come prima! SIFONE

Fissore 7: A fine partita è stata epica la frase di fratello gippo: “il giorno che avrò un figlio lo chiamerò DIGGEI, solo perché sono sicuro che avrà la stessa grinta del nostro caro DJ FIX”. Che poesia! In effetti il buon giovanotto della Savigliano da funky jazz ancora una volta ci mette l’anima in campo, e dopo la gran partita di Beinasco prova a dimostrare che la costanza è entrata in lui. A rimbalzo è un macigno in testa agli avversari, perché senza paura si butta in ogni piccolo buco che si crea, in attacco talvolta forza conclusioni prive di senso, ma riesce quasi sempre a raggiungere l’obiettivo. Meno preciso del solito si dimostra comunque un impavido lottatore di quartiere, e giorno dopo giorno fa capire a tutti che ha una voglia matta di migliorare, di non smettere di imparare a giocare a pallacanestro, perché c’è ancora molto da dimostrare, c’è in lui la sicurezza che la perfezione è un pianerottolo a cui potrà arrivare con l’impegno di cui non sa privarsi! LITTLE LOUI VEGA

Toselli "Pi Greco": Eccolo alla trentesima partita presentarsi con la giacca d’ordinanza, proprio come alla prima, segno che la sua voglia di vincere non finirà mai. Deluso dal risultato del campionato, che lo condanna comunque ai play out, sa che una vittoria può dare la nona posizione, e la sua grinta decide buttarla addosso ai suoi giocatori. Brutto inizio per il suo Pelledoca, subito sotto nel gioco e nel punteggio. Ma lui non si scoraggia, e con acuti cambi di giocatori riesce a trovare la formula per recuperare e portare a casa una vittoria fondamentale. A fine match si sente più provato dalla serata precedente, in cui la C.U. non gli è andata giù, ma a dire il vero non è andata giù a nessuno. Al proseguio della scampagnata abbandona con tristezza i suoi ragazzi, ringraziandoli comunque per quello che quest’anno gli hanno dato, per la correttezza che hanno avuto nei suoi confronti, anche quando lui parlava di di pick’nd roll, halley hoop, miss match, e qualcuno in mente sua pensava: “ma un coach italiano non poteva essere più prolifico?”. GRAZIE GRAZIELLA

Botta "10 per la pizza": Applausi. Quelli che la curva regala a gippo a fine partita. Lui non se ne accorge perché sta finendo di completare lo scout, essendosi dimenticato un canestro di garello, una stoppata di giorsino, un assist di scotta, un fallo di alasia, un rutto di brero, una parolaccia di missenti ed il cuore di cerutti. Esce impavido gridando che un pallone è stato smarrito, ma è tutto un bluff di cui vuole vendicarsi. Ancora una volta in panchina è attento all’operato degli arbitri, comunica con loro, li consiglia sui falli da fischiare e sulle pizzerie della nostra Savigliano. Durante i time out non pensa a quello che dice il coach, ma va a dare consigli ai suoi ragazzi, ormai si sente in grado di superare chiunque, anche se ancora non sa che il prossimo anno verrà venduto al Ping Pong Power System di Savigliano, una grande società che ha molta voglia di imparare. Ma se vorrà, se proprio vorrà, lo terremo con noi, sapendo che la sua costante presenza sarà sempre ben accetta, anzi, ben accettata! CARUSO


Cari ragazzi sono passate trenta partite di stagione regolare, trenta partite di pagelle o quasi, visto che alcune sono state abolite, perché non c’era la voglia, la pazienza, il tempo e lo stimolo per scriverle. Sapete, non è facile creare cazzate per una stagione intera, scrivere di un gioco mettendoci dentro la verità, la falsità, la simpatia, l’amore per una squadra che tanto ti dà e tanto ti toglie. Certo, non siamo ancora arrivati alla fine, c’è ancora da sudare, ci sono ancora da vincere delle partite che determineranno il nostro futuro, ci sono dei play out da giocare, delle battaglie in cui dovremo mettere l’elmetto e l’armatura e portare a casa il referto rosa. Oggi, 23 aprile 2008, tutta la tifoseria, tutta la società, chiedono a voi, cari giocatori, di dimostrare che tutto ciò che avete imparato quest’anno non venga dimenticato in queste prossime sfide. Le conclusioni le faremo a fine stagione, a risultati maturati!
Ora vogliamo solo ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuti fin qui, quel pubblico che non ha mai mollato, che è venuto una, due tre o trenta volte a vedere le nostre partite, ed ha tifato per noi, ci ha applaudito e ci ha ringraziato per quello che abbiamo dato. In primis vorremmo ringraziare un anonimo tifoso che ci ha scritto una lettera molto bella, che ci fa venire le lacrime agli occhi, che ci rende emozionati e stimolati per quello che potrà ancora accadere. Per questo vi vogliamo recitare questi versi così beati:
“Si è detto troppo e anche di più, si è usata pure la musica contro, oggi canto anch’io e dico che….. meno male che Netu c’è! Non ho interessi politici e non ho neanche immobili, ho solo la musica e penso che…….meno male che Netu c’è! Ci hanno provato scrittori e comici, un gioco perverso di chi ha già perso. Presidente questo è per te……meno male che Netu c’è! La musica suona, è senza colori ma i riferimenti sono reali, viva il Pelledoca, la Savigliano che ha scelto di crederci un po’ in questo sogno, per questo dico che……meno male che Netu c’è! Per questo dico che…. meno male che Netu c’è! Canto così, che in quella forza, che ha solamente, non conta niente, presidente questo per te, meno male che Netu c’è! …..Presidente questo è per te, meno male che Netu c’è!”.
Vincere, questo è l’epilogo in calendario!

Lieto Zaga

1 commento:

bambam ha detto...

questa poesia mi fa venire le lacrime agli occhi!!