SERIE D: PELLEDOCA SAVIGLIANO – ARESIO PINEROLO: 65-75
Parziali: 25-14; 8-19; 12-17; 20-25
PELLEDOCA SAVIGLIANO: Garello 24, Scotta 13, Fissore 9, Giorsino 6, Alasia 6, Testa 4, Cerutti 2, Tallone 2, Sabena 0, Mussetti 0. All. Toselli – Botta
ARESIO PINEROLO: Deregibus M. 19, Lieto 18, Deregibus P. 11, Cialone 9, Gonella 7, Lella 6, Mazzoli 6, Bonazzi 0, Manavella 0, Alberti 0. All. Ferraro
Era il 24 febbraio dell’anno 2008. Quel giorno non era uno come tanti altri. Lo si leggeva nell’aria, dalle nuvole comparivano frasi del tipo "Per vincere: segnate!", "E’ l’ultima spiaggia!", "Ora o mai più", "Gatto ti amo!". Quel giorno i ragazzi di Toselli avrebbero avuto un impegno importante, una sfida decisiva per il possibile passaggio ai play off del campionato di Serie D. Quel giorno il presidente aveva ricevuto decine di telefonate dai fan, dai tifosi della curva, che volevano sincerarsi delle condizioni di Scotta, pochi giorni prima a letto con l’influenza. "Ci sarà ragazzi, Scota sarà della partita, gli ho dato delle anfetamine!". E quando la notizia rimbalzò nelle piazze della Savigliano da sangria, la festa non si fece attendere. Cumuli di persone a danzare per le strade, a fare le ronde in borgo marene, ma la partita era ancora da giocarsi. Ricordo che quel pomeriggio arrivai in palestra un’ora prima della partita, come sempre, e i giocatori erano già sul campo a scaldarsi, a raccontarsi la serata precedente: c’era chi aveva bevuto, chi aveva schiacciato, chi le aveva prese da un barotto della provincia in una discoteca della zona. Quando arrivarono gli arbitri cercammo delle pastiglie. Nulla, non le trovammo, ci preoccupammo. E poi fu il basket. Un buon basket, da parte di quello che era il Pelledoca. Era bello vedere Garello segnare a ripetizione dalla distanza, vedere una difesa aggressiva. Cheope, il faraone, quel pomeriggio aveva deciso di giocare a basket, ma finì per fare troppi falli e si chiuse nel buio della panchina. Ma Savigliano era partita bene, aveva vinto il primo quarto con lodevole vantaggio, ma nel secondo gli ospiti erano tornati in partita arrivando addirittura a pareggiare a fine quarto. Ricordo il coach, quel bestione di toselli, che in un momento di sbandamento si alzò e con le braccia alzate si mise a gridare in aramaico "ubello chepossu nocchi vedi eruttu merdano odiosi"! Botta si mise immediatamente a tradurre la frase, lui aveva studiato aramaico dalle orsoline, grazie all’insegnamento di napo orso capo. Ci mise poco, e quando si accorse che quella frase voleva dire "Ragazzi, se continuate a giocare così farete la fine di Gippo…", si mise a piangere. E così continuò, fino alla sconfitta del savigliano, dopo una seconda metà di partita, equilibrata, dove Scotta ebbe un sussulto di euforia, dove i lunghi Sabena e Tallone minacciarono gli altri due lunghi Fissore e Giorsino per presa di posizione, dove i play pensavano di essere i fautori di una vittoria che non arrivò mai, anche per colpa del gatto, che quando era in calore finiva sempre fuori per falli, come cicciolina. Quella sera la città di fermò. "Hai sentito? Il pelledoca ha di nuovo perduto! Ehhhhh, secondo me questa volta toselli lo mandano via, ho sentito che dovrebbe arrivare uno nuovo!". "Mamma mia che figura, perché non organizziamo una manifestazione di protesta? Non ne possiamo più di vedere giocare Mux!". Questa era la situazione, non era un momento felice. Tutti sapevano che adesso il periodo era ancora più complicato, che la domenica successiva, in quel di Bra contro l’Abet sarebbe stata durissima portare a casa una vittoria. Avremmo dovuto lavorare duro tutta la settimana. La società proibì ai giocatori di vedere le loro donne, o perlomeno non vedersi sotto le coperte. Vietò a tutti l’entrata nei bar, nei pub e nelle discoteche. Era la settimana dell’impegno, quella in cui ognuno, con la propria testa, doveva capire dove voleva arrivare, quale era il suo obiettivo, quanto poteva stare senza una freschissima birra. Il pelledoca era allo sbando, e questo era diventato il momento di cambiare. Pinerolo aveva messo il pelledoca in ginocchio, e noi tutti insieme gridammo: rialzati, pelle!
Netu Carretu
mercoledì 27 febbraio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento